"Siamo orgogliosi del lavoro svolto dalla nostra squadra perché oggi, con Riccardo, l'UDC entra nel piu' prestigioso board giovanile europeo – prosegue Zinzi -Da parte mia rivolgo i migliori auguri di buon lavoro all'amico Konstantinos Kyranakis, nuovo Presidente Yepp, ed al suo Board e ringrazio le altre delegazioni italiane (Giovane Italia/PDL, Giovani Udeur, Junge Generation/SVP) per averci lealmente sostenuto".
Riccardo Pozzi, 24 anni e' il segretario internazionale dei GiovaniUDC e financial auditor uscente dello YEPP. Studente presso l'universita' cattolica di Milano, dal 2012 membro dell'ufficio politico dei Giovani UDC e' da oggi componente del direttivo di cui fece anche parte il presidente del consiglio Enrico Letta dal 1991 al 1995. La delegazione al congresso YEPP dei Giovani UDC e' composta, oltre a Pozzi, dal capo delegazione Zinzi e da Virgilio Falco, Fabio Travaglini, Raffaele Cangiano e Giovanni Savoia.
Si terrà a Sofia, in Bulgaria, dal 9 al 12 maggio, il Congresso dei Giovani del Partito Popolare Europeo (YEPP), per il rinnovo del Presidente e degli organi direttivi per il biennio 2013-2015. Con un programma dal titolo “Europa 2020”, la tre giorni sarà l’occasione per i giovani delegati provenienti da tutti i paesi europei di fare il punto sull’attuale situazione dell’Unione Europea, sulle linee politico-programmatiche del Partito Popolare Europeo e sui problemi urgenti da affrontare a livello di politiche giovanili europee e degli stati membri. La delegazione dei Giovani UDC, guidata dal Segretario Internazionale Riccardo Pozzi, già membro attivo dello YEPP in qualità di Financial Auditor, sarà composta da Gianpiero Zinzi, coordinatore nazionale, da Francesco Coviello, Virgilio Falco e Fabio Travaglini. Il Congresso sarà inoltre l’occasione di festeggiare, il 9 maggio, la ricorrenza della Giornata dell’Europa, con una cerimonia alla presenza del Presidente del Partito Popolare Europeo Wilfried Martens. “L’Europa sta attraversando il quinto anno consecutivo di una pesante crisi economica e politica,” ha dichiarato il capo delegazione Riccardo Pozzi “e la nostra generazione risulta la più colpita, se solo pensiamo che in alcuni Paesi il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 60%. In questi anni ci siamo impegnati, e continueremo a farlo con maggiore convinzione, per rendere lo YEPP un importante strumento di rappresentanza di milioni di giovani europei, per la difesa di quei valori culturali, etici e sociali che rappresentano i principi fondanti dell’Unione Europea”.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Maggio 2013 16:32 )
da Intervista con la Storia, 1974
Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome. Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. Era paura. Quest’uomo mi faceva paura. Ma perché? Mi aveva ricevuto con gentilezza squisita: cordiale. Mi aveva fatto ridere a gola spiegata: arguto, e il suo aspetto non era certo minaccioso. Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve. Quella mancanza quasi commovente di collo. Quel volto liscio su cui non riesci a immaginare la barba. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. Se ne stava tutto inghiottito in se stesso, con la testa affogata dentro la camicia, e sembrava un malatino che si protegge da uno scroscio di pioggia rannicchiandosi sotto l’ombrello, o una tartaruga che si affaccia timidamente dal guscio. A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male? Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose. Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza. L’intelligenza, perbacco se ne aveva. Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla. A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza. Il suo humour era sottile, perfido come bucature di spillo. Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male. Lo fissai con rabbia. Sedeva a una scrivania sepolta sotto i fogli e dietro, sulla parete di velluto nocciola, teneva una Madonna con Bambin Gesù. La destra della Madonna scendeva verso il suo capo a benedirlo. No, nessuno lo avrebbe mai distrutto. Sarebbe stato sempre lui a distruggere gli altri. Con la calma, col tempo, con la sicurezza delle sue convinzioni. O dei suoi dogmi? Crede al paradiso e all’inferno. All’alba va a messa e la serve meglio di un chierichetto. Frequenta i papi con la disinvoltura di un segretario di Stato e guai, scommetto, a svegliare la sua ira silenziosa. Quando lo provocai con una domanda maleducata, il suo corpo non si mosse e il suo volto rimase di marmo. Però i suoi occhi s’accesero in un lampo di ghiaccio che ancora oggi mi intirizzisce. Dice che a scuola aveva dieci in condotta. Ma sotto il banco, scommetto tirava pedate che lasciavano lividi blu.
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Il governo è impegnato in una "corsa contro tempo". Lo ha detto il Presidente del Consiglio Enrico Letta parlando al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. "Di tempo ne abbiamo perso parecchio e gli altri non aspettano. Ci sono scelte complesse, dobbiamo farle con determinazione, anche perché a livello internazionale ci sono appuntamenti cui dobbiamo arrivare in modo significativo". "Il ruolo dell'Italia in Europa lo daremo fino in fondo ma parte da un concetto fondamentale: non c'é tempo nemmeno in Europa, bisogna far sì che dai vertici europei arrivino segnali concreti di lotta al disagio sociale. La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta di gran lunga la prima priorità". "La lotta alla disoccupazione giovanile è un imperativo categorico": così il premier Enrico Letta, intervenendo alla presentazione del rapporto Ocse. "E' letteralmente l'incubo che attanaglia la nostra società, le nostre famiglie".
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